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25 APRILE
ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

  1. Significato: un po' di storia;
  2. Cosa abbiamo fatto;
  3. Immagini di repertorio
  4. Chi contattare per informazioni
  5. Iniziative per il 25 aprile 2008

1. UN PO' DI STORIA: date significative

Il 25 luglio del 1943: CADUTA DEL FASCISMO

Lo sbarco in Sicilia del 10 luglio esauriva le scarse possibilità che restavano all'Italia di vincere la guerra, anche se in realtà la situazione era per l'Asse già gravemente compromessa da diverso tempo: la sconfitta di El Alamein nel novembre del 1942, contemporanea allo sbarco delle forze americane in Marocco e Algeria, aveva portato alla definitiva sconfitta in Africa, e con la perdita dell'Africa, si apriva la concreta possibilità, per le forze alleate, di aprire un fronte diretto contro l'Italia, l'alleato debole della Germania.

La situazione militare ormai allo sfascio, dovuta alla sconfitta di El Alamein nel novembre del 1942 ed alla definitiva disfatta in Africa a seguito dello sbarco americono, unita alle posizioni ormai contrarie al Duce del Fascismo della Casa Savoia, trovò uno sbocco naturale nel Gran consiglio fascista del 24 luglio, in cui - alle 3 del mattino del 25 luglio - venne approvato l'ordine del giorno Grandi (con 19 voti su 28). Il nocciolo della proposta Grandi era la richiesta per "l'immediato ripristino di tutte le funzioni statali" e l'invito al Duce di pregare il re "affinché egli voglia, per l'onore e la salvezza della patria, assumere con l'effettivo comando delle forze armate di terra, di mare e dell'aria, secondo l'articolo 5 dello Statuto del Regno, quelle supreme iniziative di decisione che le nostre istituzioni a lui attribuiscono": al di là del contorto linguaggio politico, appariva evidente che fra le supreme iniziative del re, se c'era stata quella della guerra, poteva esserci anche quella della pace. La mattina del 25 luglio il Duce accettò di recarsi dal re. Fece il suo ingresso a Villa Savoia alle 17, per il consueto colloquio settimanale; non sapeva che già in quel momento la sua scorta era sotto controllo, e duecento carabinieri circondavano l'edificio, mentre un'ambulanza della Croce Rossa era in attesa di portarlo via prigioniero. Fu il capitano dei carabinieri Giovanni Frignani ad arrestarlo.
Mussolini fu prima relegato a Ponza nella casa già occupata dal prigioniero abissino ras Immiru, e poi all'Isola della Maddalena. Le notizie dell'arresto di Mussolini e della formazione del Governo Badoglio furono accolte in tutt'Italia con manifestazioni di giubilo; gli antifascisti e molta gente comune scese in piazza e divelse i simboli del vecchio regime, inneggiando alla democrazia e alla pace.

L'ordine del giorno Grandi

Il Gran Consiglio, riunendosi in questi giorni di supremo cimento, volge innanzi tutto il suo pensiero agli eroici combattenti d'ogni arma, che fianco a fianco con la fiera gente di Sicilia, in cui più alta risplende l'univoca fede del popolo italiano, rinnovano le nobili tradizioni di estremo valore e l'indomito spirito di sacrificio delle nostre gloriose Forze armate; esaminata la situazione interna ed internazionale e la condotta politica e militare della guerra, proclama il dovere sacro pe tutti gli italiani di difendere ad ogni costo l'unità, l'indipendenza, la libertà della Patria, i frutti dei sacrifici e degli sforzi di quattro generazioni dal Risorgimento ad oggi, la vita e l'avvenire del popolo italiano; afferma la necessità dell'unione morale e materiale di tutti gli italiani in quest'ora grave e decisiva per i destini della nazione; dichiara che a tale scopo è necessario l'immediato ripristino di tutte le funzioni statali attribuendo alla Corona, al Gran Consiglio, al Governo, al Parlamento, alle Corporazioni i compiti e le responsabilità stabilite dalle nostre leggi statali e costituzionali; invita il Capo del Governo a pregare la Maestà del Re, verso la quale si rivolge fedele e fiducioso il cuore di tutta la Nazione, affinché egli voglia, per l'onore e per la salvezza della Patria, assumere, - con l'effettivo comando delle forze armate di terra, di mare e dell'aria, secondo l'articolo 5 dello Statuto del Regno, - quella suprema iniziativa di decisione che le nostre istituzioni a Lui attribuiscono e che sono sempre state, in tutta la storia nazionale, il retaggio glorioso della nostra Augusta Dinastia di Savoia.


8 settembre 1943: L'ARMISTIZIO

Pietro BADOGLIO, capo del governo, annuncia la firma dell'armistizio avvenuta segretamente cinque giorni prima. Il governo italiano, riconosciuta l'impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate angloamericane.


25 aprile 1945: LA LIBERAZIONE

Il 25 aprile 1945 i partigiani liberano Milano dall'occupazione dei nazisti e dai fascisti. Anche la popolazione civile insorge e vaste zone dell'Italia settentrionale - e molte città - vengono liberate prima dell'arrivo delle truppe anglo-americane che, dopo aver superato l'ultimo ostacolo della Linea Gotica in Toscana, incalzano le truppe tedesche in ritirata nella pianura Padana. In Europa, intanto, l'Armata Rossa sovietica dilaga in territorio tedesco e giunge alle porte di Berlino mentre gli anglo-americani, dopo lo sbarco in Normandia, avanzano attraverso il Belgio; Hitler, di fronte alla disfatta, si suicida nel suo bunker. Più di cinque anni dopo l'invasione tedesca della Polonia, dunque, la guerra mondiale giunge al suo epilogo (il Giappone invece si arrenderà solo in settembre, dopo lo sgancio di due bombe atomiche da parte degli americani).
In Italia, l'ultimo inverno di guerra è terribile. Gli Alleati sono bloccati sulla Linea Gotica, che taglia la penisola da est ad ovest all'altezza della Toscana, mentre le atrocità dei nazisti ai danni della popolazione civile si moltiplicano. Solo all'inizio della primavera il generale Alexander lancia l'offensiva finale: il 21 aprile gli anglo-americani entrano a Bologna e si aprono definitivamente la strada verso la valle del Po. Le bande partigiane, contemporaneamente, attaccano le città ancora occupate, dove la popolazione civile insorge contro i nazisti e i fascisti. Entro il 25 aprile i centri maggiori vengono liberati, alcuni giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate.
L'ultimo atto del fascismo è il tentativo di fuga prima e la fucilazione poi di Benito Mussolini. All'inizio dell'insurrezione di Milano il dittatore è ancora in città e, di fronte al precipitare degli eventi, tenta di concordare col Comitato di liberazione nazionale una resa onorevole. I dirigenti del Cln-Ai però sono irremovibili nel pretendere la resa senza condizioni. Mussolini allora decide la fuga, travestito da soldato tedesco e sotto la scorta delle SS, verso la Svizzera (col progetto di riparare poi in Spagna, ancora governata dal generale Franco). Giunto nei pressi della frontiera, però, a causa delle difficoltà di superare il confine, il gruppo si unisce a un distaccamento tedesco in ritirata. A Dongo il dittatore viene riconosciuto e catturato da un gruppo di partigiani.
La ricostruzione dettagliata delle ultime ore di vita del duce dopo la cattura e le circostanze della sua esecuzione sono tutt'oggi al centro di un fitto dibattito storiografico e ancora non è stata fatta piena luce su molti dettagli. Secondo la versione ufficiale egli viene subito fucilato per ordine del Cln-Ai, insieme all'amante Claretta Petacci che lo ha seguito nella fuga. Il 29 aprile i loro corpi vengono esposti, insieme a quelli di altri gerarchi, in Piazzale Loreto a Milano, appesi a testa in giù alla tettoia di un distributore di benzina (nello stesso luogo dove in precedenza erano stati ammucchiati i cadaveri di 15 partigiani).
Nei giorni seguenti si verificano varie esecuzioni sommarie e si consumano molte vendette contro "repubblichini" e collaborazionisti, ritenuti autori o complici delle violenze commesse negli anni dell'occupazione. Si conclude così, con questo tragico epilogo, un periodo caratterizzato da venti anni di dittatura fascista, cinque di guerra e soprattutto dagli ultimi due anni in cui gli italiani sono protagonisti e vittime di quella guerra nella guerra che, nel giudizio più recente della storiografia (Claudio Pavone), è stata definita una vera e propria guerra civile.

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2. COSA ABBIAMO FATTO

1. Progetto sul 25 aprile 2002
2. Programma delle iniziative


Progetto: "Al di là del fiume tra gli alberi"

Austria, naziskin condannati a studiare la storia. (Cinzia Zambiano - l'Unità 13/6/2001) In un corso di storia si discute di nazionalsocialismo, di Olocausto, ma anche di Haider, dell'immigrazione, della convivenza multietnica, temi di grande attualità che sono, di fatto, il collegamento dell'oggi con i fatti di ieri, e fin qui niente di strano. In breve la cronaca: un gruppo di giovani simpatizzanti neonazisti, con il culto dell'odio e della violenza, insultano gli immigrati e si ubriacano al grido di "Heil Hitler". Al capo della procura di Linz, Siegfried Sittenthaler e ad Irene Dyk, docente dell'Istituto di Scienze e politiche sociali, presso l'università Johannes Kepler, viene l'idea di rieducare i giovani naziskin alla conoscenza storica e politica, in alternativa al carcere. "Il progetto è nato dalla constatazione che i giovani in generale conoscono poco la storia, nonostante l'insegnamento previsto nelle scuole. Inciampare, quindi, in fenomeni d'estremismo di destra diventa per loro molto più semplice se non si conosce il passato", dice la Dyk intervistata da Cinzia Zambiano. Una situazione preoccupante che non riguarda solo l'Europa al di là dei confini italiani: "fascismo e nazismo sono nati per la lotta al comunismo", dichiara il ministro Rocco Buttiglione sull'onda del revisionismo storiografico attuale, "squadra de negri, curva d'ebrei" urlano gli striscioni razzisti negli stadi, e ancora le assemblee autorizzate di studenti nazifascisti nelle scuole e i presidi filonegazionisti, ci hanno fatto, ancora una volta, riflettere sull'importanza della Memoria e della affermazione dei principi di democrazia e libertà.

Dopo l'esito positivo nelle scuole di "Che storia è questa?"(un progetto e un film finanziato dal comune di Anzola dell'Emilia per l'anniversario della Liberazione- 20 aprile 2001) vogliamo proporre "Al di là del fiume tra gli alberi" un nuovo progetto sul periodo che ha visto l'Italia governata dal fascismo, occupata dai tedeschi, fino alla sua Liberazione, attraverso la Resistenza dei paesi e delle città.

"Ci nascondevamo nelle case dei contadini, facevamo le nostre riunioni sugli argini del fiume, la Ghironda, nascosti tra gli alberi. Senza l'aiuto della popolazione non avremmo potuto fare niente" ci racconta uno dei partigiani di Anzola. "In questa zona della provincia di Bologna", dicono gli stessi partigiani anzolesi intervistati "le condizioni per lo sviluppo della lotta partigiana e popolare sembravano sfavorevoli: una zona priva di protezioni naturali situata nel bel mezzo della pianura, e per di più sull'asse della Via Emilia, in un'area di traffico di vitale interesse militare. Eppure le condizioni ambientali furono sovrastate dalla forza delle tradizioni storiche delle lotte popolari e antifasciste e dalla mobilitazione di grandi manifestazioni di massa sorrette in gran parte dalle donne e dai contadini e da una nuova solidarietà tra classi sociali diverse, egualmente impegnate nella lotta alla libertà. Antifascismo e Resistenza sono momenti essenziali della storia dell'Italia e vanno visti nell'ottica di quelle minoranze che hanno combattuto prima la lunga battaglia dell'antifascismo, e poi in stretto rapporto con il popolo, stanco e affamato dalla guerra, con l'organizzazione clandestina della Resistenza."

L'affermazione di questa nuova coscienza civile e politica trova nella Costituzione la sua espressione giuridica e diventa presupposto essenziale della Repubblica italiana, nata appunto dall'antifascismo e dalla Resistenza. "La Resistenza è iniziata nel 1922, con l'avvento del fascismo. E la lotta di liberazione è stata non solo quella armata, ma anche quella dei contadini che nascondevano il grano e degli operai che preservarono i macchinari delle fabbriche per la futura ricostruzione" afferma con forza William Michelini, presidente dell'ANPI provinciale, a Palazzo d'Accursio, di fronte alla platea di cittadini convenuti per protestare contro la cancellazione al riferimento della Resistenza dallo Statuto di Bologna, tentativo strumentale, in vista delle politiche, della nuova amministrazione bolognese, in occasione dell'anniversario della Liberazione del 25 aprile 2001.

Il lavoro svolto dal progetto "Che storia è questa?" ha dimostrato concretamente che i ragazzi stimolati attraverso i loro codici e linguaggi hanno urgenza di sapere e dimostrano grande sensibilità e interesse verso la Storia: se di fronte a loro siede un testimone che è scampato alla brutalità, alla violenza e ai "camini" dei campi di sterminio, una persona che la guerra l'ha vissuta in prima persona, l'impatto è molto forte e incisivo più di qualsiasi altra cosa. Le testimonianze sono un patrimonio da non disperdere, utile e importante non solo per capire la Storia ma anche per stabilire la verità dei fatti e difendere quei valori, come la libertà, l'uguaglianza dei diritti e la pace, per i quali loro hanno combattuto.

La parola revisionismo ritorna frequentemente sui giornali. "Certo la storia alla luce di nuovi documenti e nuovi pensieri non è un reato. Anzi. Ma che succede quando si va molto oltre, e si perde ogni confine tra il vero e il falso, tra il bene e il male? Come disse Walter Benjamin: "Nemmeno i morti saranno al sicuro dal nemico, se esso vince" (numero speciale "Il libro di Storia" del Diario di De Aglio) E' una riflessione importante in un periodo in cui un uomo politico propone di sottoporre al vaglio di una Commissione politica i testi scolastici di storia e i giornalisti faziosi spiegano come i comunisti abbiano taciuto la verità sulla storia del nostro paese. Avete mai sentito dire da un bambino: "Da grande voglio fare il partigiano"? Eppure i partigiani, allora poco più che ragazzi, hanno combattuto contro un nemico duro, con pochi mezzi, dimostrando grande coraggio e valore, hanno ricevuto onorificenze e medaglie, eppure pochi dei bambini intervistati conoscono la figura del partigiano. Un motivo ci sarà e nei discorsi dei partigiani abbiamo sentito affermare che le cause vanno ricercate non solo nella scuola, ma anche nel silenzio di chi ha vissuto il difficile ritorno alla normalità. "Tornati a casa, dopo la guerra, ristabilita una certa quotidianità, volevamo dimenticare, non volevamo trasmettere ai nostri figli il dolore di tutto quello che abbiamo passato. Li abbiamo fatti crescere nella bambagia, gli abbiamo dato quello che noi non ci eravamo potuti permettere".

E' importante per le nuove generazioni, all'oscuro delle dinamiche e della verità su una delle pagine più buie per tutta l'umanità, e su cui sembra ancora difficile fare luce, conoscere il loro passato, la Storia che ha portato poi alla società democratica in cui vivono, senza dover arrivare all'estremo di progetti rieducativi e alternativi al carcere. "Al di là del fiume degli alberi" si propone di raccogliere le testimonianze, registrare gli sguardi, le voci e le emozioni ancora vive dei racconti di quelli che c'erano, che hanno visto e sono stati costretti a scegliere. E non solo i racconti delle azioni militari, delle lotte popolari, ma anche dell'esperienza della vita quotidiana, della fame, il lavoro duro, la clandestinità, delle ingiustizie e dei soprusi di una generazione che ha scelto di stare dall'altra parte: una generazione che a 15, 20 anni ha visto una società fatta solo di divise, di saluti romani e di violenza, "una generazione" ha detto un partigiano "cui hanno rubato la gioventù".

Abbiamo incontrato gli ex partigiani e ci siamo resi conto del valore della Storia raccontata, in maniera semplice ma vera. Abbiamo sentito il desiderio di molti, quasi un bisogno, di trasmettere la loro esperienza. Questo patrimonio non va sprecato. Vogliamo riprendere i luoghi e i protagonisti per produrre un primo videoalbum della Memoria, il primo, speriamo, di una lunga serie, legata alle microstorie di piccoli paesi, o di zone e di città. Un viaggio nella memoria, nella Storia e la vita di quel ventennio, della registrazione fedele e integrale dei racconti, perché anche i bambini e i ragazzi, che vogliamo preservare dagli orrori nefasti compiuti dagli adulti, devono crescere ed è necessario che imparino dalla storia come l'odio e l'intolleranza possano trasformare facilmente gli esseri umani in esseri inumani.


"Al di là del fiume tra gli alberi"
STRUTTURA PROGETTO

Il progetto si struttura in due diverse fasi che andranno ad intersecarsi durante l'arco di tutta la produzione: il VIDEOALBUM e CINESCUOLA. "Raccogliere e diffondere" sono le parole chiave del progetto: "raccogliere" le testimonianze di chi si è salvato e "diffondere" la realtà storica tra le nuove generazioni, attraverso la trasmissione diretta dell'esperienza.

Il VIDEOALBUM rappresenta, tra i suoi intenti, la raccolta della memoria di chi è sopravvissuto, di persone e luoghi salvati dalla occupazione tedesca e dalla guerra mentre la diffusione della Storia e, di conseguenza, la trasmissione di quei valori, come l'uguaglianza, la libertà e la pace, diritti oggi raggiunti e scontati per tutti, o quasi, si sviluppa nella fase del progetto CINESCUOLA.

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3. IMMAGINI DI REPERTORIO - VIDEOALBUM

Il videoalbum è una possibilità concreta, per chi è stato protagonista degli eventi, di rilasciare la propria testimonianza di lotta, attiva o passiva, contro il fascismo prima e dopo l'8 settembre, contro un nemico, forse più brutale, il nazismo. Il videoalbum ha tra i suoi intenti la raccolta di un patrimonio di voci ed emozioni, che andrebbe altrimenti, presto, disperso. Attraverso questi racconti si individueranno, e quindi verranno documentati, anche i luoghi interessati alla storia della Resistenza e dell'intero periodo, relativamente alle zone geografiche e di interesse storico prescelte. Questo materiale verrà integrato da una serie di ricerche storiche e iconografiche che saranno coadiuvate da consulenti.

La ricerca viene poi organizzata e distribuita in:

  • una collana di videocassette dedicata ognuna alle interviste integrali dei testimoni e impaginate con una veste grafica adeguata;
  • CD contenenti materiali, soprattutto iconografici, delle ricerche effettuate che possono diventare utili per lo studio e la documentazione a disposizione nelle biblioteche delle scuole; .
  • un film documentario (della durata massima di 30 minuti), dal titolo "Al di là del fiume tra gli alberi" (da cui il nome dell'intero progetto) che può essere un ulteriore strumento per comprendere la storia del ventennio fascista, la vita e le dinamiche sociali e politiche che hanno portato poi alle guerre coloniali e alla ultima guerra mondiale. Il film sarà realizzato con linguaggi (grafica e montaggio) e codici (musica e fumetti) familiari al mondo giovanile. L'idea di base del film è quella di far capire ai ragazzi com'era la vita allora, le differenze con quella di oggi, far pensare su come possa essere facile ritrovarsi dentro ad una dittatura senza neanche accorgersene, su come le guerre cambino e modifichino la vita quotidiana personale e i rapporti tra le nazioni.

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4. INFO

Segreteria del sindaco di Calderara di Reno
Irene Priolo: 051-6461215

Segreteria del sindaco di Anzola dell'Emilia
Monia Pellizzari: 051-6502107

Produzione del progetto
Patrizia Stellino: 347-5713617


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