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Narra la tradizione, secondo lo scrittore Sigonio, che S. Tertulliano sia stato fondatore o protettore di un cenobio e di una chiesa in Sacerno fino dall' anno 470 dopo Cristo. La Rotonda che, per il suo stile arcaico e frammentario, si rivela opera di età protoromanica, dovrebbe rappresentare una ricostruzione - avvenuta prima o intorno all' anno 1000 - della primitiva chiesetta, che forse dovette subire gravi danni per le guerre e le invasioni degli Ungari. Si ha notizia infatti che, con l'invasione dell'anno 906, operata dagli Ungari dopo la disfatta di Berengario, il corpo di S.Marcario che si trovava conservato nella chiesa di S.Elena di Sacerno, fu sottratto a quei Barbari e portato prima nell' Abbazia di Nonantola, poi nella Cripta della chiesa di S. Sisto a Piacenza. Da ciò si rileverebbe anche che nel secolo X Sacerno era già posseduta dai Benedettini di Nonantola, i quali poi, nel XII secolo aggiunsero alla Rotonda la chiesa a pianta rettangolare triabsidata che, modernamente riformata, rappresenta l'attuale chiesa parrocchiale che tutt'ora conserva l'abside maggiore e parte dei muri perimetrici originali di puro stile romanico.
Nel 1301 Papa Bonifacio VIII l'assegnò ai Padri Serviti di Bologna, quando su di essa aveva pure rinunciato ai vecchi diritti la famiglia gentilizia bolognese dei Galluzzi. I Padri Serviti costruirono poi sulla Rotonda di Sacerno un Campanile, ancora nello stile romanico, per il quale Pietro dei Zanobi, massaro del Comune di Sacerno, nel 1322 fece fondere la campana tuttora conservata nell'antica cella. La Rotonda protoromanica e il Campanile trecentesco formano oggi un raro e singolarissimo complesso monumentale.
Il nome Sacerno cominciò ad apparire soltanto sullo scorcio del secolo passato, mentre risalendo indietro fino al 1600 la Parrocchia portava il nome Secerno, manifestando una soverchia e troppo compiacente somiglianza col verbo latino secernere. Anteriormente al 1600 il nome fu costantemente San Chierno, probabile corruzione fonica di un vocabolo di origine ignota.
All' interno della chiesa (primo altare a sinistra) si conserva l'altare di S. Macario, eretto all' inizio del XIV secolo e una croce bizantina, murata alla parete della chiesa.
All' esterno della chiesa si conserva allo stato primitivo l'abside centrale molto elegante: ha uno zoccolo liscio e quattro esilissimi contrafforti, dai quali nasce un alto coronamento con fregio arricchito di mosaico laterizio policromo a circoli intrecciati, di ottimo gusto e fine esecuzione.
La Rotonda fu probabilmente la primitiva chiesa di monaci, che secondo la tradizione riportata da Sigonio si sarebbe stabilita a Sacerno nel 470. Di certo si sa che nell'anno 1035 il cenobio era già antico e abitato da Benedettini cassinesi, dipendenti dall' Abbazia di Nonantola.
Pregevole all'esterno il coronamento fatto di mattoni a combinazioni geometriche, con sapientissima distribuzione di chiaroscuri, risultanti dai rilievi e dagli incavi. Nella parte a oriente la Rotonda aveva un abside di notevole sfondo e di cui si intravvedono tracce nel muro esterno.
(Notizie tratte da scritti di Angelo Gatti e dell' arch. Giuseppe Rivani)
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