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Chiesa di San Michele Arcangelo di Longara - cenni storici

A pochi chilometri da Bologna, a sinistra del fiume Reno, si distende la parrocchia di Longara. Anticamente si chiamava Polesine ed ignorasi in che modo questo nome fu trasformato in quello di Longara.

San Michele Arcangelo di LongaraNel secolo XII vi erano due chiese parrocchiali in questo territorio; l'una dedicata a San Andrea Apostolo, l'altra, cioè la presente, dedicata a San Michele Arcangelo. Da un rogito di certo Bonaventura da Marano, registrato nell'archivio di S. Pietro (30 marzo 1276) risulta che la chiesa di S. Andrea era di gius-patronato dei parrocchiani. Fu parrocchiale fino al 1438, nel quale anno il Card. B. Nicolò Albergati l'unì a quella di S.Michele Arcangelo formando così di due, una parrocchia sola.

Ignorasi quando fu eretta l'attuale Chiesa e quando fu innalzata a Parrocchiale, però nel secolo XIII lo era già. Ciò risulta da un documento del notaio Giacomo da Marano del maggio 1285 in cui si legge che il patronato era dei parrocchiani, che ne usarono nominando Rettore D. Bolognino fu Domenico.

Nel 1378 la Chiesa di Longara era soggetta al plebanato di Bologna, quartiere di Porta Stiera; nel 1670 sotto il Card. Gabriele Paleotti passò sotto il plebanato di Corticella. Fu eretta in Arcipretale dal Card. Prospero Lambertini Arcivescovo di Bologna divenuto poscia Papa Benedetto XIV. La Chiesa, come è stato già; accennato, è dedicata a S. Michele Arcangelo; ha una bella e artistica facciata. Internamente è larga m. 8, senza comprendervi lo sfondo delle Cappelle, e alta circa m. 12 e lunga m. 38.

Il più importante lavoro di restauro fu eseguito in questa Chiesa dall'Arciprete Giovan Batt. Baroni, nativo di Longara.

Volendo allungare la Chiesa, ed alzare proporzionalmente il grande arco della Cappella Maggiore, lo fece senza toccare o danneggiare le pareti, mediante un meccanismo da lui inventato col quale trasse avanti la facciata alta 30 piedi e larga 24, con unita cantoria ed organo, per lo spazio di 21 piedi (il piede corrisponde a circa 30 cm. ).

A questa operazione - dice una nota dell'Archivio parrocchiale - bastarono 10 manovali, alcuni pezzi di legname, funi e 8 scudi !!!

Il Baroni - continua la stessa nota - possedeva un ingegno straordinariamente abile ad invenzioni meccaniche ed avrebbe meritato la considerazione e la lode non solo dei parrocchiani, ma dei dotti tutti, se fosse vero che il merito è sempre conosciuto e premiato.

Nell'interno della Chiesa, sulla porta principale si legge la seguente epigrafe a ricordo del lavoro compiuto.

IOANNI BAPTISTAE BARONIO

ARCHIPRESBITER ET MECHANICO

SOLLERTISSIMO

AD TEMPLUM HOC AMPLIFICANDUM

ANTICUM PARIETEM

CYLINDRIS IMPOSITUM

AD XXI PEDES TRAXERIT

ET ARCUM SACELLI MAJORIS

SUPPOSITIS VECBUS

TERNOS PEDES

INTACTUM EXTULERIT

___________________

ACHILLES JOSEP SCARSELLIUS

ARCHIPRES.

MEM. CAUSSA POSUIT

AN. MDCCLXXII

Il Baroni costruì anche il vecchio orologio del campanile (rimasto in funzione fino all'anno 1959) e vi pose una campana, che si aggiunse alle altre. Peccato che rimanesse parroco per soli 7 anni (1753/1760).

Dicesi che fosse sua intenzione trasportare ancora il campanile a fianco della facciata e ne avesse già; preparato il progetto, ma morì d'insolazione presa sul vertice della facciata della Chiesa, ove stava col pendolo a dirigerne la traslocazione.

A lui successe Domenico Baroni, architetto egli pure, il quale fece costruire la grandiosa canonica durante il suo breve periodo di parroco (1760/63), tutt'ora ben conservata.

Il campanile invece era stato costruito dal parroco Don Angelo Benedetto Demutti nel 1660/70. In seguito furono fatti diversi restauri alla Chiesa. Il più importante però fu quello eseguito dal compianto Arciprete D. Angelo Fioresi che costruì un ampio coro, fece allargare il presbiterio, trasportandovi le cantorie stesse, collocandovi l'organo perfezionato e ingrandito di nuove canne e registri (1886), e fece abbellire la Chiesa di ornati e statue.

L'Arciprete D. Agostino Bonaga nel 1932 ha fatto dipingere tutto l'interno della Chiesa. Il lavoro è stato eseguito dalla mano maestra del Prof. Cav. Carlo Baldi, già; noto in diocesi e fuori, come specialista nella decorazione pittorica delle Chiese ed il lavoro è riuscito veramente un gioiello d'arte. Fece anche restaurare l'altare maggiore e rifatti nuovi i tre gradini di marmo dell'altare stesso.

La Chiesa ha quattro cappelle, esse pure decorate dal Prof. Baldi, meno quella del crocifisso, che fu dipinta dal di lui padre Prof. Giovanni Baldi. Il quadro principale della Chiesa, rappresentante S. Michele e S. Andrea ai piedi della Beata Vergine col Bambino, è della scuola del Gandolfi.

Nella Cappella del Crocifisso vi è un artistico S. Sebastiano attribuito alla Sirani. Molto bello è pure il crocifisso custodito nella Cappella a lui dedicata. In una nota, custodita in Archivio, è detto che il Prof. Demaria (anno 1800) lo giudicò il più bello della Diocesi, dopo quello dei Servi di Bologna. La bella statua della Madonna del Rosario è pure del Demaria (1818).

La Chiesa ha sei Cappelle, oltre la Cappella Maggiore.

A destra di chi entra: vi è la piccola Cappella del S. Cuore di Gesù, la Cappella di S. Antonio da Padova, la Cappella della B. V. del S. Rosario.

A sinistra: vi è la piccola Cappella del Battistero, la Cappella della B. V. di Lourdes, la Cappella del Crocifisso.

Negli ultimi decenni furono compiuti altri lavori di una certa importanza.

Nell'anno 1961 fu rifatto il pavimento della Chiesa, nella stessa forma precedente, dono della M° Grandi M. Antonietta.

Nell'anno 1963 fu sostituito il vecchio orologio del campanile, ormai inutilizzabile, con un nuovo orologio elettrico con soneria - a ore e mezza - a mezzo battenti elettromagnetici su due campane, con riserva di carica di ore 24. Opera della Ditta Cav. Ennio Meloncelli di Sermide (Mantova).

Nell'anno 1966 - a ricordo del Concilio Ecumenico Vaticano II - su progetto del Geom. Adriano Mazzoni, è stata costruita la nuova Cappella invernale, dedicata a S.Vincenzo Ferreri. E' situata a destra della Cappella Maggiore, da cui vi si accede, nell'angolo fra la Chiesa ed il Campanile ed è unita ad una preesistente Cappella - inutilizzata e costruita nel 1936 - che ora serve come sagrestia, della quale vi era urgente necessità, come già; notava l'arciprete D. Fioresi, non esistendovi prima un locale apposito.

Realizzatesi nella Chiesa universale come frutto del concilio, la grande riforma liturgica, nel 1970 si è proceduto alla nuova sistemazione del Presbitèro. L'altare tradizionale, ormai bisognoso di grandi restauri, è stato sostituito con l'attuale, rivolto verso il popolo, secondo le nuove norme. E' stata pure costruita la nuova sede per la conservazione del SS.mo. L'altare è completamente nuovo, decorato di marmi preziosi. Mentre per la sede del Tabernacolo del SS.mo e per il nuovo altare della Cappella della B. V. del Rosario, sono stati usati in parte i marmi del vecchio altare e in parte marmi nuovi.

L'intera nuova sistemazione è stata progettata dal Arch. Prof. Gianni Forti, che si è ispirato alle soluzioni già; eseguite in altre Chiese dal Sacerdote Arch. A. Raule.

L'esecuzione dei lavori è stata fatta dalla Ditta Davide Venturi del Cav. Primo Tura di Bologna.

Così si presenta oggi la Chiesa di S. Michele Arcarngelo di Longara a chi la visita. E' bella, raccolta, devota. Attende solo che qualche mecenate generoso dia la possibilità; di restaurare l'intera decorazione che col tempo e l' umidità; va deteriorandosi. Ci sarà?

ELENCO DEI RETTORI ED ARCIPRETI DI LONGARA

1285 Don Bolognino fu Domenico

1450 Desiderio Giovanni Francia, Rettore

1458 Antonio Scamalora, Rettore

1464 Guido Giulio Burnelli, Rettore

14... Domenico Sabbatini

1486 Giacomo Toselli, Curato

1508 Domenico Toselli, Curato

1541 Michele Castelli alias Toselli

1557 Silvestro Tonini, Curato

1580 Bartolomeo Rossi, Curato

1591 Antonio Fantini, Curato

1624 Vincenzo Orsi, Curato

1625 Giambattista Castelvetri, Curato

1628 Marco Antonio Fanti, Curato

1641 Giovanni Baricelli, Curato

1660 Angelo Benedetto Demutti,

che costruì l'attuale campanile

1693 Giovanni Francesco La Tour

1731 Antonio Duzzi

1753 Giovanni Battista Baroni, Arciprete

1760 Domenico Baroni, Arciprete

1763 Achille Giuseppe Scanelli, Arciprete

(morì annegando nel Reno)

1791 Giovanni Moruzzi, Arciprete

1811 Luigi Bartoletti, Arciprete

1832 Vincenzo Molinari, Arciprete

1856 Giacomo Fabbri, Arciprete

1866 Giovanni Piccioli, Arciprete

1882 Angelo Fioresi, Arciprete

1920 Agostino Bonaga, Arciprete

1959 Tarcisio Minarini, Arciprete

1995 Guido Montagnini, Arciprete



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