Il Comune di Calderara ha 200 anni
Due secoli sono lunghi da vivere, più di due vite, anche in questi anni di longevità, ma nella millenaria Europa, per un centro abitato, un paese o una città, corrispondono all'adolescenza.
In questo periodo li compie Calderara, forse il più giovane fra i Comuni della Provincia di Bologna.
Nel 1800, proprio alla svolta del secolo, c'erano campi e vigne, una strada polverosa. Non c'era un abitato ma solo qualche casa colonica, stalle e i ruderi di un convento convertito in casa rustica, con annesso chiesolino.
Esistevano parrocchie, nuclei di abitazioni e ville importanti in altri posti del territorio: San Vitale, Longara, Sacerno, con parrocchie, botteghe, mercati, e una stazione di posta a Tavernelle Alla fine del 1700, con il dilagare nella penisola delle armate francesi che vi esportavano la rivoluzione, la "grande storia" svegliava bruscamente l'antico paese. La colonna di uomini, cavalli e cannoni che, per la Persicetana, calava su Bologna e poi giù fino a Roma e Napoli portava, assieme al disordine e ai saccheggi, nuove parole "libertà, - fratellanza - uguaglianza", una bandiera tricolore, nuovi costumi, calendari, misure e crollavano gli antichi rapporti paternalistici, padronali, pastorali che per secoli avevano regolato la vita delle campagne.
Ci fu il "triennio giacobino", con la fondazione delle repubbliche, scontri sanguinosi di fazioni, arricchimenti sugli espropri di chiese e conventi. Per pochi mesi riprese il vecchio governo con gli Austriaci e i Russi. Poi, proprio nel 1800, ritornò Napoleone più forte che mai, golpista e primo Console in Francia, vincitore a Marengo.
L'Italia - dapprima repubblica, poi suo regno personale, ma temperato da una Costituzione, fu il terreno di esperimento di un ordine europeo, con nuove leggi, nuovo codice, nuova moneta, nuova organizzazione.
Fra il 1802 e il 1804 furono costituiti gli enti locali: Prefetture nelle città, Distretti e Comuni, fra cui i tre, di terza classe di Longara, Sacerno e San Vitale/Calderara. Ebbero dei Sindaci frutto di libera elezione fra i cittadini aventi diritto. Quello di Calderara fu Agostino Carpi, uno degli ebrei che la legislazione rivoluzionaria aveva emancipati e resi uguali, dopo secoli di vessazioni e reclusione nei ghetti.
Assieme al nuovo Comune e al voto piombarono sui cittadini una serie di novità: l'anagrafe, le tasse personali, il servizio militare (che con Napoleone non fu uno scherzo) ed anche l'istruzione obbligatoria, l'igiene e la vaccinazione per i bambini. Ci furono proteste, insurrezioni e il brigantaggio politico che da noi ebbe episodi violenti e rappresaglie.
Dopo pochi anni i tre comunelli vennero fusi in uno solo. Il crocicchio disabitato venne scelto come sede del Comune, perché era in posizione centrale e perché vi abitava, proprio nei resti dell'antico convento, il sindaco Carpi. Poco a poco la contrada è diventata il paese, che è oggi.
Duecento anni non si compiono ogni giorno ed è giusto solennizzarli, celebrarli, ricordare e imparare dal ricordo.
Per questo, durante la Settiamana Calderarese, il 29 maggio alle ore 18, il Sindaco, nella sala del Consiglio Comunale, proclamerà ufficialmente l'apertura del Secondo Centenario di Calderara. Sarà una occasione per riunire la comunità, non tutta originaria di questo luogo, perché immigrata e multietnica, per un articolato programma pluriennale di informazione e di feste da inventare e svolgere insieme.
Riscoprendo la vicenda che ha dato origine al nostro Comune potremo comprenderne meglio le funzioni e i valori, il ruolo degli enti locali in Italia e in Europa e il nuovo assetto federale che si va costruendo.
Sarà l'occasione per trovarci in tanti ad augurare in coro, a questa ragazzotta di due secoli: "Buon compleanno, Calderara!"
Gruppo di ricerca storica
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