La Storia del Centro Giochi "IL RIFUGIO DI EMILIO"
Via S. Michele 2 – Longara
Biografia
Una decina di anni fa un gruppo di genitori della frazione di Longara ha richiesto un locale al Comune per potersi trovare con i loro bambini.
Hanno dato vita così alla Ludoteca.
L’esigenza di ritrovarsi è così forte che il Comune decide di destinare locali più grandi e funzionali, e di investire in un operatore che possa facilitare la relazione tra la coppia genitore-bambino e la relazione di gioco tra bambini.
Nasce così il rifugio di emilio.
Emilio è un giocattolo (un robot) che funge da sfondo integratore, che scandisce i tempi della giornata, che invita a fare creando opportunità di gioco e di “lavoro”.
La struttura nasce in una frazione che di fatto non ha nessun servizio comunale per l’infanzia.
Si è sfruttata la grande capacità di aggregazione delle mamme con i bambini, potenziando nel servizio le capacità relazionali sia su un piano di relazione con il proprio figlio sia sul creare dei contesti in cui viene coltivato il piacere di fare delle cose insieme.
Si sono create le condizioni per affrontare e condividere dubbi, preoccupazioni e assillanti sensi di responsabilità con i genitori attraverso incontri a tema gestiti dalla pedagogista.
Dal punto di vista politico il centro giochi rappresenta l’unico servizio comunale capace di affiancarsi all’aggregazione offerta dalla parrocchia. Per questo di grande accoglienza, volutamente gratuito.
Completamente gratuito e senza alcun filtro di selezione degli utenti se non l’età dei bambini.
Per le famiglie è un luogo dove incontrarsi, stare insieme ai propri figli e contemporaneamente insieme ad altri genitori e ad altri bambini, passare qualche ora occupandosi dei figli in compagnia e serenamente.
Trovandosi a giocare con i loro bambini insieme ad altri genitori nasce il confronto, lo scambio di informazioni, la ricerca di aiuto reciproco, nasce altresì l’esigenza di approfondire alcuni argomenti che li mettono in difficoltà.
La possibilità di poter contare su “esperti” che comunque non si rivolgono loro in modo cattedrattico è molto apprezzato dalle famiglie che sollecitano sempre nuovi incontri.
Per le educatrici è un modo di accrescere la propria professionalità ed un modo stimolante per stare insieme a bambini e genitori.
Per la pedagogista è un modo per avere un monitoraggio delle dinamiche genitori-figli e delle esigenze pedagogiche, culturali e sociali che emergono sul territorio.
Per gli amministratori è un’occasione per essere presenti sul territorio e per muoversi verso i cittadini.
Dopo il primo anno di vita del Centro Giochi ci si rende conto che gli spazi limitati hanno di fatto limitato la presenza ( nel pomeriggio ) dei bambini più grandi.
La frequenza infatti si limita ai bambini fino ai 6-7 anni.
Di qui nasce l’esigenza di pensare ad uno spazio proprio per i bambini dai 6 ai 12 anni, concretizzata dal fatto che si è venuto a liberare uno spazio adiacente al Centro Giochi già esistente.
Nasce il progetto: EMILIO CERCA IL SUO METODO.
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